In occasione della mostra “Pastorel. Il fotografo ritrovato” (prevista tra dicembre 2026 e marzo 2027), il Museo Civico di Bari propone un percorso speciale all’interno del Public Programme del network Musei dei Futuri.
Il progetto parte dagli scatti di Adolfo Porry-Pastorel e dalle fonti storiche custodite ed esposte dal Museo Civico di Bari per intrecciare memoria storica, comprensione del presente e costruzione di scenari futuri. Le immagini d’epoca non sono trattate solo come resti del passato, ma come veri e propri strumenti d’indagine e partecipazione per interrogare il nostro tempo e valutare l’impatto che le nostre scelte odierne avranno sulle società di domani.
Il Percorso e la Metodologia
Il ciclo promosso dal Museo Civico si articola in quattro appuntamenti partecipativi (tra febbraio e marzo 2027). Ogni evento abbina una prima parte di talk/conversazione con esperti (storici, sociologi, studiosi dei media) a un laboratorio pratico in cui il pubblico è chiamato ad attivarsi direttamente.
La traiettoria concettuale segue una progressione chiara:
Osservare il passato → Leggere il presente → Immaginare alternative → Costruire futuri
Programma degli Incontri
1. Le immagini prima della guerra | Leggere i segnali del cambiamento (Febbraio 2027)
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Incontro: Partendo dagli scatti del primo Novecento italiano ed europeo, uno storico guida il pubblico alla lettura del contesto socio-politico. L’osservazione primaria spinge a chiedersi quali tensioni e paure emergano dalle immagini prima ancora di conoscerne l’esito storico.
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Laboratorio – I segnali deboli: I partecipanti lavorano in gruppo per individuare nelle foto storiche i primi indizi di un imminente stravolgimento. Il medesimo approccio critico viene poi applicato all’attualità: quali “segnali deboli” stiamo cogliendo oggi nella nostra società che potrebbero plasmare il futuro?
2. Una fotografia, molte storie | Immagini, informazione e costruzione della realtà (Febbraio 2027)
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Incontro: Attraverso la figura pionieristica di Pastorel nel fotogiornalismo, si riflette sul rapporto tra immagine, informazione e opinione pubblica, mettendo a confronto i media dell’inizio del Novecento con l’era dei social network e dell’Intelligenza Artificiale.
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Laboratorio – Cambiare il punto di vista: I partecipanti analizzano scatti storici decontestualizzati e privi di didascalia, sperimentando come la narrazione possa alterare la percezione della realtà. L’obiettivo finale è interrogarsi su come cambierà il nostro rapporto con la verità visiva in un’epoca di immagini generate o modificate dall’IA.
3. Quando le società si dividono | Conflitti, polarizzazioni e possibilità alternative (Marzo 2027)
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Incontro: Un’analisi visiva delle tensioni sociali ed economiche dell’epoca per comprendere i meccanismi che generano radicalizzazione, polarizzazione e conflitti all’interno della comunità.
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Laboratorio – Scenari alternativi: A partire da un problema attuale, i gruppi costruiscono tre diversi sviluppi a 5, 10 e 20 anni: uno di escalation del conflitto, uno di stasi e uno di cooperazione e dialogo. Il futuro viene così presentato non come un destino ineluttabile, ma come uno spazio aperto plasmato dalle scelte del presente.
4. Cartoline dal futuro | Quale società vogliamo costruire? (Marzo 2027)
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Incontro: Riflessione sull’eredità visiva e culturale che lasceremo alle generazioni prossime.
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Laboratorio – Una fotografia dal 2126: Ogni partecipante immagina, scrive, disegna o crea digitalmente una “fotografia” inviata da Bari tra cento anni, corredata da una breve didascalia esplicativa (“Bari, 2126. Questa fotografia racconta…”).
Esito Finale: L’Archivio dei Futuri di Bari
Le immagini e le visioni prodotte durante l’ultimo laboratorio confluiranno in una piccola installazione finale (fisica o digitale) all’interno degli spazi del Museo Civico di Bari.
Nasce così l’Archivio dei Futuri di Bari: uno spazio espositivo e concettuale in cui le fotografie storiche di Pastorel si affiancano alle visioni di una città che non esiste ancora, trasformando il museo in un cantiere aperto di immaginazione civica e responsabilità collettiva.
“Le fotografie di Pastorel documentano un futuro che, per le persone ritratte, non era ancora accaduto. Guardarle oggi significa conoscere ciò che è avvenuto, ma anche interrogarsi su ciò che, nel nostro presente, non è ancora accaduto.”

