Roma, 5 ottobre 2026 – Al via il Public Programme del Network dei Musei dei Futuri, al momento 45 in tutta Italia, promosso da ICOM Italia e ASviS, in partnership con il Ministero della Cultura, nell’ambito di Ecosistema Futuro, il progetto che punta a mettere il futuro, meglio “i futuri”, al centro del dibattito culturale, politico ed economico. Il cartellone include incontri, mostre, laboratori e attività educative per esplorare i futuri possibili e sviluppare nuove capacità di anticipazione, e verrà gradualmente ampliato nei prossimi mesi.
Il progetto si ispira alla visione di Michele Lanzinger, tra i fondatori di Ecosistema Futuro e del Network, che ha dedicato una parte importante del suo lavoro a immaginare il ruolo dei musei come luoghi capaci di interrogare il presente e aprire nuove possibilità per il futuro.
“Il Public Programme del Network dei Musei dei Futuri rende visibile una sperimentazione ambiziosa: 45 musei e istituzioni culturali che, insieme, diventano espressione di un “museo diffuso dei futuri”, unite da una domanda comune: quali futuri alternativi, desiderabili, sostenibili possiamo immaginare e contribuire a costruire?”.
Michela Rota, Coordinatrice dell’Area Musei dei Futuri, Ecosistema Futuro
Le attività inserite nel Public Programme intendono promuovere la futures literacy, o alfabetizzazione ai futuri, una competenza centrale per la società contemporanea. Acquisire la futures literacy vuol dire saper esplorare i grandi megatrend del nostro tempo, come la transizione demografica, il cambiamento climatico o l’arrivo dell’intelligenza artificiale, avendo gli strumenti per interrogarsi sui futuri possibili, riconoscendo le immagini e le aspettative che orientano il modo in cui guardiamo al domani e considerando alternative o strategie anticipatorie rispetto a scenari percepiti come inevitabili. Promuovere la futures literacy vuol dire rendere protagonisti i cittadini di un mondo che cambia velocemente.
“Il Network dei Musei dei Futuri nasce dalla volontà di mettere in relazione memoria, innovazione e partecipazione, trasformando i musei in spazi di confronto capaci di coinvolgere generazioni e comunità. Un modo nuovo di interpretare il ruolo delle istituzioni culturali, chiamate non solo a conservare ciò che siamo stati, ma anche a contribuire a immaginare ciò che potremo diventare”.
Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVA) del Ministero della Cultura
Incontri, laboratori, mostre e percorsi partecipativi rappresentano altrettante occasioni per sviluppare questa capacità e collegare l’immaginazione alle scelte del presente. Tra i temi già esplorati figurano la mobilità, la biodiversità, la ricerca scientifica, il patrimonio archeologico, l’arte, il design, il cibo, il paesaggio e le trasformazioni sociali.
Link utili
- Esplora il Public programme 2026-2027.
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